Come leggere la nuova etichetta energetica degli elettrodomestici 2026
Se negli ultimi anni hai notato che l'etichetta energetica degli elettrodomestici è cambiata, non è una coincidenza. A partire dal 2021, l'Unione Europea ha introdotto una nuova scala di classificazione energetica molto più rigorosa e intuitiva rispetto al passato. E da 2026 in poi, questa riforma continuerà ad evolversi, interessando progressivamente altri prodotti e diventando sempre più stringente. Comprendere come leggere e interpretare queste etichette non è solo una questione di curiosità: può farti risparmiare centinaia di euro all'anno sulle bollette di luce e gas, oltre a permetterti di fare scelte più consapevoli e sostenibili per l'ambiente.
In questa guida, sviluppata sulla base della normativa europea (Direttiva 2017/1369/UE e D.Lgs. 210/2021), scoprirai come decifrare ogni elemento dell'etichetta energetica moderna, quali dati reali considerare per il tuo specifico caso, e come utilizzare queste informazioni per acquistare gli elettrodomestici più efficienti. Che tu stia cercando una nuova friggitrice ad aria, una lavatrice o un frigorifero, gli strumenti che troverai qui ti daranno un vantaggio concreto nel mercato.
Fino al 2020, gli elettrodomestici europei portavano un'etichetta con classi energetiche da A+++ (la migliore) fino a D o G (le peggiori). Questo sistema aveva un problema fondamentale: col passare degli anni, man mano che gli elettrodomestici miglioravano, la stragrande maggioranza dei nuovi prodotti finiva nelle classi A+/A++/A+++, rendendo l'etichetta poco utile per differenziare gli effettivamente più efficienti dai meno efficienti.
Nel marzo 2021, è entrata in vigore la nuova etichetta europea. La scala è tornata a A-G (dove A è la migliore e G è la peggiore), ma questa volta i parametri sono molto più severi. Un frigorifero che nel 2020 era A++ oggi potrebbe trovarsi in classe D o E. Questo non significa che sia diventato meno efficiente: semplicemente, i nuovi parametri di riferimento sono molto più esigenti, allineati agli obiettivi europei di efficienza energetica del 2030 e 2050.
Fonte normativa: Il cambio di scala è regolato dal D.Lgs. 210/2021, che ha implementato la Direttiva 2017/1369/UE. Secondo l'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), questa riforma è coerente con gli impegni europei di riduzione dei consumi energetici del 32,5% entro il 2030.
In Italia, l'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) è l'ente che sovrintende all'applicazione delle normative europee sull'etichettatura energetica e sulla trasparenza dei consumi. L'ARERA non solo vigila affinché i fornitori applichino correttamente l'etichetta, ma fornisce anche linee guida e dati sulle tariffe energetiche, fondamentali per calcolare il reale impatto economico dei consumi degli elettrodomestici sulla tua bolletta.
Il primo elemento che noti su un'etichetta energetica è la lettera colorata (A, B, C, D, E, F, G), accompagnata da una scala di colori che va dal verde (A) al rosso scuro (G). Questa classificazione si basa sul consumo energetico annuale relativo al prodotto, calcolato in modo standardizzato in laboratorio.
Non è arbitraria: ogni classe rappresenta una fascia di consumo percentuale rispetto a un valore di riferimento definito dalla normativa europea. Ad esempio, se il consumo di riferimento per una lavatrice è 100, la classe A includerà tutti i modelli che consumano fino al 50% di tale valore, la classe B dal 50% al 75%, e così via.
Consiglio pratico: Quando visiti un negozio di elettrodomestici, la classe energetica che vedi sulla confezione è ciò che devi controllare in primo luogo. Se due modelli della stessa marca e dimensione hanno classi diverse, l'A consumerà meno dell'E, anche se il prezzo di acquisto sarà probabilmente più alto.
Questo è uno dei dati più importanti e spesso il più trascurato dai consumatori. L'etichetta mostra il consumo energetico annuale stimato in kWh/anno, calcolato sulla base di un uso "medio" standardizzato.
Per una lavatrice, ad esempio, questo valore assume 220 cicli di lavaggio all'anno (poco meno di quattro a settimana). Per un frigorifero, si considera 24 ore di funzionamento continuo per 365 giorni. Per una lavastoviglie, 280 cicli annuali.
Questo numero è cruciale perché ti permette di calcolare il reale costo annuale moltiplicando i kWh per il prezzo medio dell'energia nel tuo territorio. Secondo i dati ARERA di fine 2024, il prezzo medio dell'energia elettrica domestica in Italia si aggira intorno a 0,30-0,35 euro al kWh (con variazioni importanti in base alla fascia oraria e al gestore). Quindi se una lavatrice consuma 85 kWh/anno e paghi 0,32 euro/kWh, il costo annuale sarà circa 27 euro. Moltiplicato per 10 anni di vita media dell'apparecchio, rappresenta un costo totale di 270 euro solo per l'energia.
A seconda della categoria di prodotto, l'etichetta include anche altri dati specifici:
Attenzione: I consumi riportati sull'etichetta sono stime standardizzate in laboratorio. Nel tuo uso quotidiano, il consumo reale può variare anche del 20-30% in più o in meno, a seconda di come utilizzi l'apparecchio, dalle caratteristiche della tua casa e dalle abitudini personali. Un'etichetta è uno strumento di confronto, non una garanzia assoluta.
Sulla nuova etichetta è presente un codice QR che rimanda alla banca dati europea EPREL (European Product Registry for Energy Labelling). Scansionando questo codice con lo smartphone, accedi a un database completo con i dati energetici certificati di ogni modello. Qui puoi trovare informazioni ancora più dettagliate, incluse le certificazioni di laboratorio e il consumo stimato in modalità standby o in altri scenari di uso.
Guarda la grande lettera colorata sulla sinistra dell'etichetta. Questa ti dice immediatamente in che fascia si posiziona il prodotto:
| Classe | Colore | Significato | Consiglio d'acquisto |
|---|---|---|---|
| A | Verde scuro | Massima efficienza | Eccellente scelta, consumo minimo |
| B | Verde chiaro | Molto efficiente | Buona scelta, differenza minima da A |
| C | Giallo-verde | Efficiente | Accettabile, prezzo mediamente competitivo |
| D | Giallo | Consumi moderati | Valutare bene il prezzo vs. consumi |
| E | Arancio | Consumi elevati | Evitare se possibile |
| F-G | Rosso | Consumi molto elevati | Sconsigliato, costi operativi alti |
Prendi il valore di consumo energetico annuale (ad esempio, "65 kWh/anno" per un frigorifero) e moltiplicalo per il prezzo medio dell'elettricità nel tuo caso. Se non conosci il tuo prezzo esatto, usa come riferimento i dati ARERA: nel Q4 2024, il prezzo medio nazionale è di circa 0,33 euro/kWh per i clienti in regime di maggior tutela (anche se il mercato libero può offrire tariffe diverse).
Esempio pratico: Frigorifero A con 65 kWh/anno vs. Frigorifero B con 95 kWh/anno. Differenza: 30 kWh/anno. Moltiplicato per 0,33 euro/kWh = 9,9 euro di risparmio annuale. Su 15 anni di vita media, significa 148,5 euro risparmiati. Se il frigorifero A costa 200 euro più del frigorifero B, il break-even sarà raggiunto dopo circa 20 anni (oltre la vita media del prodotto). In questo caso, la scelta dipende da altri fattori (garanzia, marca, funzionalità).
Per una lavatrice, non guardare solo l'energia: considera anche l'efficienza di asciugatura (classe A, B, C, D) e il consumo d'acqua per ciclo (in litri). Un modello con classe energetica A ma consumi d'acqua molto alti potrebbe non essere la scelta migliore, soprattutto se vivi in una zona con water stress.
Per un condizionatore, il coefficiente SEER (Seasonal Energy Efficiency Ratio) è più importante della sola classe energetica. Un SEER più alto significa maggiore efficienza nel raffreddamento reale, specialmente con il caldo estivo italiano.
Dato utile: Secondo uno studio ARERA del 2023, gli elettrodomestici in classe A consumano mediamente il 40-50% in meno rispetto ai modelli in classe E, a parità di tipo di apparecchio. Questo si traduce in risparmi significativi su periodi di 10+ anni.
Prima di acquistare, scansiona il QR code sull'etichetta. Nel database EPREL troverai:
Secondo il regolamento europeo, a partire da 2027 alcune categorie di prodotti (come i frigoriferi) vedranno ulteriori inasprimenti dei parametri di riferimento. Questo significa che gli attuali modelli di classe B potranno diventare classe D o E, forzando ancora di più l'innovazione tecnologica verso prodotti sempre più efficienti.
Nel 2026, entreranno inoltre in vigore le nuove etichette per caldaie a combustibile fossile e pompe di calore, rendendo ancora più trasparente il confronto tra sistemi di riscaldamento tradizionali e rinnovabili.
L'Unione Europea sta allargando progressivamente il perimetro dell'etichettatura energetica. Nel corso del 2025-2026 usciranno nuove etichette per:
Un errore comune è guardare solo il prezzo d'acquisto. I veri risparmi si vedono nel Total Cost of Ownership (TCO), che include:
Spesso un elettrodomestico classe A costa 200-400 euro più di uno classe D. Ma se consuma il 50% in meno di energia su 12 anni, il risparmio energetico è di 1.500-2.000 euro (calcolato con prezzi energetici medi). Il break-even si raggiunge in 2-4 anni, dopo il quale hai solo benefici.
Strumento utile: L'ARERA fornisce un calcolatore online sul suo sito (arera.it) dove puoi inserire il consumo annuale in kWh e la tua tariffa locale per calcolare il costo annuale stimato di un elettrodomestico. Usalo prima di acquistare per decisioni consapevoli.
Il governo italiano continua a mettere a disposizione incentivi per l'acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica. Nel 2025 sono attivi (con disponibilità soggetta a variazioni):
Verifica sempre con i comuni e le regioni di competenza, perché gli incentivi variano a livello territoriale.
Non sempre un elettrodomestico in classe A è il più caro. Alcuni marchi meno noti offrono buona efficienza a prezzi competitivi. Confronta sempre il prezzo di acquisto + costo energetico stimato, non solo uno dei due.
Un'etichetta che mostra "85 kWh/anno" è già buona, ma se il consumo d'acqua è 120 litri per ciclo (invece di 80-90), il costo operativo totale rimane elevato, soprattutto in aree con tariffe idriche alte.
Se vivi solo e lavi spesso poca roba, una lavatrice da 9 kg in classe A potrebbe costare più di una da 7 kg classe B, perché consumi gli stessi kWh a ciclo ma con meno carico. In questo caso, il modello più piccolo potrebbe essere più conveniente complessivamente.
Trappola da evitare: Alcuni rivenditori utilizzano termini ambigui come "ultra-efficiente" o "eco-friendly" senza riferimento all'effettiva classe energetica. Affidati sempre alla lettera ufficiale A-G e ai dati certificati EPREL
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