Tutto sulla TARI nel 2026: come si calcola, chi la paga, come contestarla e riduzioni disponibili
La TARI (Tassa sui Rifiuti) rappresenta uno dei tributi locali più importanti del sistema fiscale italiano. Questa guida ti aiuterà a comprendere come funziona, chi deve pagarla e quali sono le possibilità di riduzione nel 2026.
La TARI è la Tassa sui Rifiuti istituita dal Decreto Legge 147/2013 (convertito in Legge 24 dicembre 2013, n. 147). Si tratta di un tributo comunale che sostituisce la precedente TARSU (Tassa Rifiuti Solidi Urbani) e rappresenta il corrispettivo per il servizio di gestione dei rifiuti urbani e della spazzatura.
A partire dal 1° gennaio 2014, la TARI è diventata il tributo obbligatorio per finanziare i servizi di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani su tutto il territorio nazionale italiano.
Secondo la normativa vigente nel 2026, sono soggetti passivi della TARI i seguenti contribuenti:
In caso di locazione, il soggetto tenuto al pagamento è generalmente il proprietario, salvo accordi diversi tra le parti o specifiche normative comunali che trasferiscono l'obbligo al locatario.
Il calcolo della TARI si basa su un sistema composto da due componenti principali: la quota fissa e la quota variabile. Ciascun Comune italiano ha discrezionalità nel definire gli importi, secondo i criteri stabiliti dall'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente).
La quota fissa della TARI dipende principalmente da:
La quota variabile si calcola in base a:
Per le utenze domestiche, il calcolo standard è: Tariffa = (Quota Fissa × Superficie) + (Quota Variabile × Numero Componenti)
| Componente | Elemento di Calcolo | Valenza |
|---|---|---|
| Fissa | Superficie immobile + Coefficiente categoria | Coprire costi fissi servizio |
| Variabile | Numero occupanti + Giorni utilizzo | Coprire costi proporzionali ai rifiuti |
| Applicazione | Somma quota fissa + quota variabile | Importo annuale TARI da pagare |
Nel 2026 persistono differenze rilevanti nel calcolo della TARI tra privati e aziende:
Il legislatore ha previsto diverse possibilità di riduzione della TARI per incentivare comportamenti virtuosi e supportare situazioni particolari:
Chi pratica il compostaggio domestico (trasformazione della frazione organica in loco) ha diritto a una riduzione della TARI tra il 10% e il 30%, in base alle normative comunali. È necessario:
Le abitazioni non occupate stabilmente beneficiano di riduzioni variabili (generalmente 50-80% della quota variabile), a condizione che non si producano rifiuti nel corso dell'anno.
Per le seconde abitazioni occupate in modo occasionale o stagionale è possibile richiedere riduzioni sulla quota variabile, con decurtazioni dal 30% al 50%, previo certificato di non occupazione permanente.
Cittadini extracomunitari che non risiedono stabilmente in Italia ma occupano abitazioni hanno diritto a riduzioni variabili della TARI, calcolate sui giorni effettivi di permanenza.
Se ritieni che il calcolo della TARI sia errato o ingiusto, hai diritto a contestarlo seguendo questi step:
Se il Comune non accoglie il reclamo, puoi proporre ricorso al TAR entro 60 giorni dalla notificazione della risposta negativa del Comune. È consigliato farsi assistere da un avvocato specializzato in diritto tributario.
In alternativa al TAR, puoi ricorrere alla Commissione Tributaria Provinciale entro 30 giorni dalla notificazione dell'avviso impugnato, seguendo le procedure civilistiche ordinarie.
Nel 2026, le scadenze per il pagamento della TARI sono fissate da ciascun Comune, ma generalmente seguono questo schema:
Alcuni comuni offrono la possibilità di pagamento in unica soluzione con scadenza a maggio/giugno, oppure di rateizzazione fino a 4 rate.
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