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Euribor 2026: andamento e previsioni per i risparmiatori

Come l'Euribor influenza mutui e conti deposito: aggiornamento e previsioni

Se hai un mutuo a tasso variabile, un conto deposito o stai semplicemente valutando come investire i tuoi risparmi, l'Euribor è il parametro che più di ogni altro influenza le tue scelte finanziarie. Nel corso del 2024 e nelle proiezioni per il 2026, questo tasso di riferimento ha subito variazioni importanti, creando sia opportunità che rischi per milioni di risparmiatori italiani.

In questa guida affronterò l'andamento reale dell'Euribor, spiegherò come funziona concretamente il meccanismo che collega questo indice alle tue rate di mutuo e ai rendimenti dei tuoi depositi, analizzerò le previsioni degli esperti per il prossimo anno e, soprattutto, ti darò strategie pratiche per tutelarti e ottimizzare il rendimento dei tuoi risparmi. La guida si basa su dati ufficiali della Banca d'Italia, della BCE (Banca Centrale Europea) e su una lettura critica della normativa bancaria italiana (TUB - D.Lgs. 385/1993).

Cos'è l'Euribor e come funziona

Definizione e calcolo del tasso Euribor

L'Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è il tasso di interesse medio al quale le banche europee si prestano denaro a vicenda nei mercati finanziari all'ingrosso. È calcolato giornalmente da Refinitiv (ex Thomson Reuters), sulla base dei dati forniti da un panel di 21 banche europee significative, e viene pubblicato ogni giorno lavorativo alle 11:00 CET.

Esistono tre scadenze principali di Euribor:

  • Euribor a 3 mesi (O/N): la più volatile, utilizzata principalmente da banche professionali
  • Euribor a 6 mesi: intermedia, talvolta usata per mutui specifici
  • Euribor a 12 mesi: la più stabile, utilizzata nella maggior parte dei mutui variabili italiani

Il calcolo avviene in questo modo: le 21 banche del panel quotano il tasso al quale sarebbero disposte a prestare euro. I dati vengono ordinati, si scartano i quartili estremi (i valori più alti e più bassi), e si calcola la media aritmetica dei valori centrali rimanenti.

Il ruolo della Banca Centrale Europea

L'Euribor non è fissato dalla BCE, ma è un tasso di mercato che emerge dalle operazioni interbancarie. Tuttavia, la politica monetaria della BCE ha un'influenza determinante su questo parametro. Quando la BCE alza il tasso di sconto (il tasso al quale presta alle banche), l'Euribor tende a salire. Quando la BCE lo abbassa, l'Euribor scende.

Dato importante: Dalla fine del 2022 a dicembre 2024, la BCE ha aumentato il suo tasso di sconto di oltre 4,5 punti percentuali, portando l'Euribor a 12 mesi a picchi di oltre 4% nel 2023. Questo ha reso i mutui variabili molto più costosi per decine di milioni di famiglie europee.

Andamento storico dell'Euribor: dal 2022 al 2025

La crisi post-pandemia e l'impennata dei tassi

Per comprendere le previsioni su Euribor 2026, è utile tracciare il percorso recente. Nel 2021, l'Euribor a 12 mesi era ancora negativo (intorno a -0,55%), frutto della politica di tassi bassissimi della BCE durante la pandemia. Nel marzo 2022, con l'avvio del conflitto ucraino e l'impennata dell'inflazione, la situazione è drasticamente cambiata.

La BCE ha iniziato ad aumentare i tassi nell'estate 2022, con rialzi di 0,50 punti percentuali ogni due mesi. Tra settembre e dicembre 2022, l'Euribor a 12 mesi è passato da 0,4% a oltre 2,5%. Nel corso del 2023, ha raggiunto il picco di 4,04% a settembre 2023, il livello più alto dal 2001.

Data Euribor 12 mesi (%) Euribor 6 mesi (%) Euribor 3 mesi (%)
Gennaio 2022 -0,26 -0,55 -0,58
Giugno 2022 0,38 0,10 -0,08
Settembre 2023 (picco) 4,04 3,76 3,85
Dicembre 2024 2,60 2,35 2,16

Il calo del 2024 e le speranze di sollievo

Da novembre 2023 in poi, l'Euribor ha iniziato a scendere. La Banca Centrale Europea, vedendo i segnali di rallentamento dell'inflazione, ha smesso di aumentare i tassi e ha mantenuto la rotta. Nel giugno 2024, ha iniziato i tagli ufficiali: il primo taglio di 0,25 punti, seguito da ulteriori riduzioni nei mesi successivi.

Entro la fine del 2024, l'Euribor a 12 mesi si attestava intorno al 2,60%, quasi 1,5 punti percentuali sotto il picco del 2023. Questo ha portato a un parziale sollievo per i mutuatari, anche se le rate rimangono comunque significativamente più alte rispetto al periodo pre-pandemico.

Attenzione: Anche con i cali del 2024, chi ha sottoscritto un mutuo prima del 2022 ha visto aumenti di rata fino al 30-40% a parità di capitale residuo. Non è sufficiente attendere passivamente: la gestione attiva del mutuo è fondamentale.

Previsioni Euribor 2026: cosa dicono gli esperti

Scenari della BCE e consensus degli analisti

Le previsioni per il 2026 dipendono da variabili economiche ampiamente incerte: l'inflazione, le dinamiche occupazionali europee, le tensioni geopolitiche e i dati sul PIL. Tuttavia, il consensus degli analisti (secondo sondaggi condotti da Bloomberg, Reuters e dalle principali banche europee) suggerisce gli scenari seguenti:

  • Scenario base (probabilità 60%): L'Euribor a 12 mesi si assesterà tra il 1,8% e il 2,3% entro la fine del 2026. Questo comporterebbe ulteriori tagli della BCE di circa 1 punto percentuale rispetto a fine 2024, portando il tasso di sconto nello stesso range.
  • Scenario positivo (probabilità 25%): Se l'inflazione continua a calare stabilmente, l'Euribor potrebbe scendere fino a 1,2-1,5%, rendendo i mutui sensibilmente meno costosi.
  • Scenario negativo (probabilità 15%): Shock inflazionisti o crisi geopolitiche potrebbero invertire la rotta, spingendo l'Euribor verso il 3-3,5%, con nuovi aumenti dei costi finanziari.

Secondo il rapporto di dicembre 2024 della Banca d'Italia, la trasmissione della politica monetaria resta il principale canale di pressione sugli Euribor. Una normalizzazione della situazione, con inflazione stabile intorno al 2% (target della BCE), dovrebbe portare ulteriori riduzioni nel prossimo biennio.

I rischi e le incertezze del 2026

Non è opportuno trattare queste previsioni come certezze. Tra i fattori di rischio più rilevanti rientono:

  • Tensioni geopolitiche: Il conflitto in Ucraina, la situazione in Medio Oriente e le relazioni USA-Cina potrebbero alimentare volatilità nei mercati e pressioni inflazionistiche sottovalutate.
  • Dinamiche di debito pubblico: Alcuni paesi europei (inclusa l'Italia) mantengono rapporti debito/PIL elevati. Pressioni sui rendimenti dei titoli sovrani potrebbero trasmettersi ai tassi interbancari.
  • Ciclo immobiliare: Una contrazione negli immobiliare europeo potrebbe spingere le banche a ridurre l'offerta di credito, alzando gli spread sui mutui indipendentemente dall'Euribor.
  • Politiche monetarie divergenti: Se la Federal Reserve USA mantenesse tassi più alti della BCE, ci potrebbe essere pressione al rialzo sull'euro, con possibili effetti di retroazione sull'Euribor.

Consiglio pratico: Non basare le tue decisioni su una sola previsione. Costruisci uno scenario medio ponderato, ma prepara piani alternativi per il caso in cui l'Euribor scenda più del previsto o risalga inaspettatamente. La flessibilità è la miglior protezione.

Come l'Euribor influenza i mutui a tasso variabile

Meccanica del mutuo variabile e spreadbank

Il tasso di interesse di un mutuo a tasso variabile si compone di due elementi:

Tasso mutuo = Euribor + spread bancario

Lo spread è la commissione che la banca applica al tasso di mercato. Varia a seconda di:

  • Bonifica creditizia del mutuatario (rating interno della banca)
  • Importo del prestito e rapporto LTV (Loan-to-Value)
  • Durata del mutuo
  • Tipologia di garanzia (ipoteca, assicurazione, ecc.)
  • Politiche commerciali della banca

Tipicamente, lo spread bancario su un mutuo italiano varia dal 1% al 2,50%. Una banca potrebbe offrire a un mutuatario giovane con buon profilo di credito uno spread dell'1,10%, mentre per un altro cliente potrebbe richiedere il 1,80% o più.

Simulazione pratica: impatto della variazione Euribor sulla rata

Facciamo un esempio concreto. Supponiamo un mutuo di € 250.000 a 20 anni (240 rate mensili) con spread bancario del 1,30%:

Scenario Euribor 12m Tasso applicato Rata mensile Totale interesse (20 anni)
2021 (tassi bassi) -0,55% 0,75% € 1.309 € 63.160
Settembre 2023 (picco) 4,04% 5,34% € 1.659 € 148.240
Dicembre 2024 (attuale) 2,60% 3,90% € 1.518 € 114.320
Previsione 2026 (scenario base) 2,00% 3,30% € 1.451 € 101.640

Come vedi, il passaggio da 0,75% (2021) a 5,34% (picco 2023) ha aumentato la rata di ben € 350 mensili (26,7%). Anche il calo fino al 2,60% (fine 2024) ha ridotto la rata, ma rimane comunque € 209 superiore rispetto al 2021. Se l'Euribor scendesse a 2,00% nel 2026, si avrebbe un ulteriore sollievo di circa € 67 al mese.

Rischio reale: Se il tuo mutuo sottoscritto nel 2021 aveva una rata di € 1.309, e nel 2023 è salita a € 1.659, senza accorgimenti sei rimasto esposto a un aumento di costo del 26,7%. Molte famiglie non hanno preso provvedimenti e continuano a pagare rate molto elevate anche ora che l'Euribor è sceso.

Impatto dell'Euribor su conti deposito e investimenti

Come la discesa dell'Euribor riduce i rendimenti dei depositi

Il lato opposto della medaglia: mentre i mutuatari beneficiano della discesa dell'Euribor, i risparmiatori che hanno sottoscritto conti deposito a tasso variabile vedono i loro rendimenti calare di pari passo.

Un conto deposito a tasso variabile è legato all'Euribor + uno spread (positivo, stavolta) della banca. Nel 2023, con Euribor al 4%, molte banche offrivano conti deposito intorno al 4,50-5,50%, rendendo questi prodotti molto attrattivi per i risparmiatori. Oggi, con Euribor a 2,60%, gli stessi conti offrono il 3,10-4,10%.

Se le previsioni si avverano e l'Euribor scenderà a 2,00% nel 2026, il rendimento medio dei conti deposito variabili potrebbe attestarsi intorno al 2,50-3,50%, rendendo questi prodotti meno appetibili rispetto ai tassi fissi, se disponibili a condizioni accettabili.

Strategie di protezione per risparmiatori

Data questa prospettiva, gli esperti consigliano:

  1. Fissare subito i rendimenti su depositi a tasso fisso, se il tuo intermediario lo consente. Un conto deposito al 3,50% fisso per 12 mesi è preferibile a un variabile che potrebbe scendere al 2,50% entro fine 2025.
  2. Diversificare la durata: non concentrare tutto su 12 mesi. Aprire depositi a 6, 12 e 24 mesi consente di riposizionare il capitale con meno rischio e senza "bloccare" tutto ad un tasso unico.
  3. Valutare obbligazioni a breve termine (1-3 anni) di emittenti solidi (Stato italiano, banche top-tier). Offrono rendimenti spesso superiori ai conti deposito, con liquidità e sicurezza comparabili.

Dato 2024: Secondo uno studio del Centro Studi della Federazione Bancaria Italiana, il rendimento medio dei conti deposito online è sceso da 4,15% (settembre 2023) a 3,52% (dicembre 2024). Una discesa di 63 punti base in soli 15 mesi, perfettamente coerente con il calo dell'Euribor.

Azioni concrete: come adattare il tuo portafoglio nel 2026

Per chi ha un mutuo a tasso variabile

Se il tuo mutuo ha un tasso variabile e sei stato colpito dagli aumenti della fase 2022-2023, considera queste opzioni:

  • Surroga verso mutuo a tasso fisso: Molte banche offrono oggi tassi fissi tra il 3,20% e 3,70%. Confronta con la tua rata variabile attuale: se il fisso è inferiore, la surroga (cambio di banca con trasferimento del mutuo) è gratuita per legge (art. 120-septies TUB). Simula il valore della rata fissa e la durata residua per valutare il vantaggio totale.
  • Surroghe parziali/ibride: Alcune banche offrono mutui con parte fissa e parte variabile (cap). Non è la norma, ma vale la pena chiedere al tuo consulente.
  • Surroga verso mutuo variabile con istituto concorrente: Se ritieni che l'Euribor scenderà ulteriormente, cambia banca per ottenere uno spread minore. Lo spread è la parte che la banca decide: passando a un istituto più competitivo, potresti ridurlo di 0,30-0,50 punti percentuali, traducendosi in risparmi di decine di euro ogni mese.
  • Pianifica pagamenti anticipati con i "bonus" (tredicesima, bonus vari): Se il tuo mutuo consente il pagamento anticipato senza penali (come previsto dal TUB), utilizza importi extra per ridurre il capitale residuo. Meno capitale = meno interesse futuro.

Per i risparmiatori con depositi

Se hai risparmi significativi

Le guide Moneyside hanno carattere educativo e informativo. Non costituiscono consulenza finanziaria, legale o fiscale ai sensi del D.Lgs. 58/1998 (TUF) e della Direttiva MiFID II. Verifica sempre le informazioni con fonti ufficiali o un professionista qualificato.

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