Confronto tra conto deposito e buoni fruttiferi: quale conviene nel 2026
Se hai un capitale da custodire in sicurezza e desideri generare una rendita modesta ma garantita, ti sarai sicuramente posto questa domanda: conviene aprire un conto deposito o sottoscrivere buoni fruttiferi postali?
Negli ultimi due anni, con il rialzo dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea (avvenuto tra luglio 2022 e settembre 2023), entrambi questi strumenti hanno acquisito una nuova appetibilità per il risparmiatore italiano medio. Non è più conveniente lasciare soldi sul conto corrente a tasso zero. Ma quale dei due rappresenta la scelta migliore per il tuo profilo e il tuo orizzonte temporale?
In questa guida, frutto di 15 anni di esperienza nel settore della finanza personale, analizzerò in dettaglio le caratteristiche, i vantaggi, i rischi e i costi associati ai conti deposito e ai buoni fruttiferi postali. Troverai dati reali aggiornati al 2026, confronti pratici, esempi con cifre concrete e i criteri per scegliere lo strumento più adatto alle tue esigenze.
Un conto deposito è un conto corrente bancario specializzato, disciplinato dal Decreto Legislativo 385/1993 (Testo Unico Bancario), il cui unico scopo è custodire denaro e generare una rendita attraverso l'applicazione di un tasso di interesse.
A differenza del conto corrente ordinario, il conto deposito:
Protezione legale: Secondo il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), i conti deposito sono protetti fino a 100.000 euro per depositante per istituto di credito. Questo limite è garantito dalla normativa europea.
Esistono due varianti principali:
Nel 2025-2026, i conti deposito vincolati offrono tassi lordi compresi tra il 3,00% e il 4,20% annuo, mentre i conti liberi oscillano tra l'1,50% e il 2,50%.
I Buoni Fruttiferi Postali (BFP) sono titoli di debito emessi da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., società per azioni controllata dallo Stato italiano. Sono disciplinati dalla normativa del Testo Unico della Finanza (D.Lgs. 58/1998) e rappresentano un'obbligazione dello Stato italiano, seppur indirettamente.
Le caratteristiche distintive sono:
Vantaggio di sicurezza: I buoni fruttiferi postali sono garantiti direttamente dallo Stato italiano, non dal Fondo di Tutela dei Depositi. Questo rende il profilo di rischio ancora più basso rispetto ai conti deposito bancari.
Cassa Depositi e Prestiti offre principalmente:
Nel 2026, i buoni fruttiferi postali ordinari offrono tassi lordi tra il 3,50% e il 4,40% annuo a seconda della durata.
| Criterio | Conto Deposito Vincolato | Conto Deposito Libero | Buoni Fruttiferi Postali |
|---|---|---|---|
| Tasso Lordo 2026 | 3,00% - 4,20% | 1,50% - 2,50% | 3,50% - 4,40% |
| Liquidità | Vincolata fino a scadenza | Disponibile sempre | Riscatto anticipato possibile ma con perdita di interessi |
| Protezione | FITD fino a 100.000 € | FITD fino a 100.000 € | Garantita dallo Stato italiano (100%) |
| Commissioni/Spese | Variabili (0-20 € annui) | Variabili (15-35 € annui) | Assolutamente zero |
| Tassazione | 26% ritenuta su interessi | 26% ritenuta su interessi | 12,50% ritenuta su interessi (vantaggiosa) |
| Rendimento Netto Annuale (1.000 € a 3,5%) | 25,90 € (dopo tasse) | 25,90 € (dopo tasse) | 30,63 € (dopo tasse ridotte) |
| Accessibilità | Online, in filiale | Online, in filiale | Online, in posta, Postamat |
| Complessità | Media | Media | Bassa |
Differenza fiscale determinante: I buoni fruttiferi postali beneficiano di una ritenuta fiscale del 12,50%, mentre i conti deposito sono soggetti al 26%. Su importi significativi, questa differenza può generare una convenienza del 15-20% a favore dei buoni fruttiferi.
Questo è il punto più importante del confronto. Prendiamo un esempio concreto:
Scenario: Investimento di 10.000 euro per 12 mesi al 3,70% lordo
Moltiplicando per 50.000 euro (capitale più significativo), la differenza annuale supera i 250 euro.
Un elemento cruciale nella scelta è l'esigenza di accesso al denaro:
Se hai necessità di liquidità entro 6-12 mesi, il conto deposito libero rimane la scelta più sicura, nonostante i rendimenti inferiori.
Buoni indicizzati all'inflazione: Se temi l'inflazione, i buoni fruttiferi postali indicizzati (ad esempio EUR-SI) proteggono il tuo capitale garantendo un rendimento reale positivo, indipendentemente dall'andamento dei prezzi.
Pericolo di riscatto anticipato: Se sottoscrivi buoni fruttiferi e il mercato dei tassi cambia significativamente (ad esempio, i tassi salgono al 5%), il valore dei tuoi buoni scende. Un riscatto anticipato ti farebbe realizzare una perdita su capitale. Sottoscrivi buoni solo se intendi mantenerli fino a scadenza.
La tassazione dei redditi da capitale è disciplinata dal D.Lgs. 461/1997 (Testo Unico Imposte Dirette):
La ritenuta è operata direttamente dall'intermediario (banca o poste) al momento del pagamento degli interessi, quindi è automatica.
I redditi da interessi vanno dichiarati nel modello 730 o nell'Unico, a meno che tu non opti per il regime della tassazione definitiva. Se scegli questo regime, la ritenuta operata (26% o 12,50%) rappresenta l'imposta definitiva, senza necessità di ulteriori versamenti.
Secondo le normative della Banca d'Italia (autorità di vigilanza), i conti deposito presso istituti di credito autorizzati sono protetti fino a 100.000 euro per depositante per banca, tramite il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD).
I buoni fruttiferi postali, invece, non rientrano in questo regime, perché la loro protezione è offerta direttamente dalla Cassa Depositi e Prestiti, che è garantita dallo Stato.
Il conto deposito è la scelta giusta se:
Diversificazione bancaria: Se hai 300.000 euro, puoi depositarli in 3 banche diverse (100.000 ciascuno con conto deposito) e avere protezione totale. Con i buoni fruttiferi, il limite non è per banca ma complessivo.
I buoni fruttiferi postali sono la scelta migliore se:
Le guide Moneyside hanno carattere educativo e informativo. Non costituiscono consulenza finanziaria, legale o fiscale ai sensi del D.Lgs. 58/1998 (TUF) e della Direttiva MiFID II. Verifica sempre le informazioni con fonti ufficiali o un professionista qualificato.