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Tassazione conto deposito: come funziona l'imposta 2026

Aliquota 26% sugli interessi dei conti deposito: calcolo e dichiarazione

Definizione e caratteristiche normative

Il conto deposito è un prodotto offerto da banche e intermediari finanziari regolamentati, disciplinato dal Decreto Legislativo n. 385/1993 (Testo Unico Bancario) e dalla normativa CONSOB. Si tratta essenzialmente di un conto di risparmio in cui il cliente deposita denaro e riceve in cambio un tasso di interesse predeterminato, solitamente variabile o fisso per un periodo determinato.

Il conto deposito si differenzia dal conto corrente per il fatto che non consente operazioni di pagamento (bonifici, assegni) ed è concepito esclusivamente per la custodia di fondi liquidi. La banca, ricevendo il deposito, si obbliga a remunerarlo con un interesse lordo, dal quale verrà trattenuta l'imposta sostitutiva.

Tipologie e loro implicazioni fiscali

Esistono diverse tipologie di conto deposito:

  • Conto deposito vincolato: il denaro rimane vincolato per un periodo predeterminato (es. 12, 24, 36 mesi) con tassi generalmente più alti;
  • Conto deposito libero: consente prelievi in qualsiasi momento con tassi solitamente più bassi;
  • Conto deposito a tempo determinato: scade a una data precisa con tasso fisso garantito;
  • Conto deposito con interessi ricapitalizzati: gli interessi vengono aggiunti al capitale incrementandolo periodicamente.

Dal punto di vista fiscale, tutte queste tipologie sono assoggettate alla medesima aliquota di imposta sostitutiva del 26%, indipendentemente dalla durata del vincolo o dalla modalità di capitalizzazione.

Nota normativa: L'imposta sostitutiva sugli interessi di depositi bancari è disciplinata dall'articolo 26 del Decreto Legislativo n. 461/1997. Si tratta di un'imposta che sostituisce l'IRPEF e le addizionali comunali e regionali.

L'aliquota del 26% e il suo funzionamento nel 2026

Cos'è l'imposta sostitutiva e come si applica

L'imposta sostitutiva del 26% è un'imposta trattenuta direttamente dalla banca sugli interessi lordi maturati. Non è calcolata sul netto (al contrario di quanto avviene per l'IRPEF), bensì sull'importo complessivo degli interessi generati.

Il meccanismo è il seguente: quando la banca accredita gli interessi sul conto deposito, trattiene il 26% a titolo di imposta e accredita al cliente solo l'importo netto. Questo sistema è vantaggioso per il contribuente perché elimina la necessità di versamenti durante l'anno e consente una dichiarazione semplificata nella dichiarazione dei redditi.

Chi paga l'imposta: il soggetto passivo

La banca è responsabile del versamento dell'imposta sostitutiva all'Agenzia delle Entrate entro il 16 del mese successivo a quello in cui gli interessi sono stati corrisposti. Il cliente è il soggetto passivo (il beneficiario dei redditi), ma non deve versare direttamente l'imposta in quanto già trattenuta.

Calcolo dell'imposta: esempi pratici

Formula e applicazione

Il calcolo dell'imposta sostitutiva è semplicissimo e segue questa formula:

Imposta = Interessi lordi × 26%

Importo netto accreditato = Interessi lordi - Imposta

Esempi numerici reali

Esempio 1 - Conto deposito vincolato:

  • Capitale depositato: 50.000 euro
  • Tasso di interesse annuale: 3,00%
  • Periodo di vincolamento: 12 mesi
  • Interessi lordi maturati: 50.000 × 3,00% = 1.500 euro
  • Imposta sostitutiva: 1.500 × 26% = 390 euro
  • Interessi netti accreditati: 1.500 - 390 = 1.110 euro
  • Tasso netto effettivo: 1.110 / 50.000 = 2,22%

Esempio 2 - Conto deposito libero con più giacenze:

  • Capitale gennaio-giugno: 100.000 euro al 2,50% annuo
  • Interessi lordi (6 mesi): 100.000 × 2,50% × (6/12) = 1.250 euro
  • Capitale luglio-dicembre: 120.000 euro al 2,50% annuo
  • Interessi lordi (6 mesi): 120.000 × 2,50% × (6/12) = 1.500 euro
  • Interessi totali lordi: 1.250 + 1.500 = 2.750 euro
  • Imposta totale: 2.750 × 26% = 715 euro
  • Interessi netti totali: 2.750 - 715 = 2.035 euro
Scenario Capitale Tasso annuo Mesi Interessi lordi Imposta 26% Interessi netti Tasso netto effettivo
Deposito 30.000€ 30.000€ 2,75% 12 825€ 214,50€ 610,50€ 2,04%
Deposito 75.000€ 75.000€ 3,10% 12 2.325€ 604,50€ 1.720,50€ 2,29%
Deposito 150.000€ 150.000€ 3,25% 12 4.875€ 1.267,50€ 3.607,50€ 2,41%

Consiglio pratico: Verifica sempre l'estratto conto della tua banca per controllare che l'imposta sia stata correttamente trattenuta. Se noti discrepanze tra gli interessi lordi calcolati e quelli netti accreditati, contatta immediatamente l'istituto di credito per rettifiche.

Dichiarazione fiscale dei redditi da conto deposito

Obbligo di dichiarazione nel Modello 730 e Redditi PF

Anche se l'imposta è stata già trattenuta dalla banca, gli interessi netti devono comunque essere dichiarati nella dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Modello Redditi PF). Questo è obbligatorio se il contribuente ha altri redditi per i quali è tenuto a presentare dichiarazione.

La dichiarazione serve per consentire all'Agenzia delle Entrate di controllare la corretta applicazione dell'imposta sostitutiva, comunicare l'ammontare dei redditi finanziari per eventuali verifiche future e permettere il calcolo di eventuali crediti di imposta o detrazioni.

Dove dichiarare gli interessi: quadro RB del Modello 730

Se usi il Modello 730, gli interessi da conto deposito devono essere dichiarati nel Quadro RB (Redditi da capitali mobiliori), specificamente nella riga RB1 dedicata agli interessi da depositi e conti correnti bancari soggetti ad imposta sostitutiva. Nella colonna 1 inserirai l'importo totale degli interessi lordi maturati, nella colonna 2 l'importo dell'imposta sostitutiva trattenuta del 26%, e nella colonna 3 la differenza tra importo lordo e imposta.

Se usi il Modello Redditi PF (ex Unico), i dati vanno inseriti nel Quadro RF, seguendo la medesima logica.

Certificato di imposta fornito dalla banca

Ogni banca è obbligata a fornire ai clienti entro il 31 gennaio dell'anno successivo un certificato di imposta sostitutiva (modello CUD-CS o comunicazione bancaria equivalente) che riporta interessi lordi maturati, imposta sostitutiva trattenuta, dati del cliente e della banca, ed eventuali ritenute d'acconto già versate. Questo certificato è essenziale per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi e va conservato come documentazione di supporto.

Attenzione: Se non dichiari gli interessi maturati, anche se l'imposta è stata già trattenuta, rischi sanzioni amministrative dal 5% al 10% della base imponibile non dichiarata. La Banca d'Italia e il Fisco hanno sistemi di controllo incrociati che consentono di identificare i redditi finanziari non dichiarati.

Scadenze 2026: cosa sapere

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Le guide Moneyside hanno carattere educativo e informativo. Non costituiscono consulenza finanziaria, legale o fiscale ai sensi del D.Lgs. 58/1998 (TUF) e della Direttiva MiFID II. Verifica sempre le informazioni con fonti ufficiali o un professionista qualificato.

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