Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi: copertura, limiti e come funziona
Se hai denaro depositato presso una banca italiana, una domanda fondamentale dovrebbe sorgere spontanea: cosa succede se l'istituto fallisce? La risposta è rassicurante, grazie al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), un meccanismo di protezione che garantisce i tuoi soldi fino a un certo importo. Tuttavia, comprendere come funziona veramente questa protezione è cruciale per proteggere il tuo patrimonio.
In questa guida approfondita, ti spiegherò esattamente fino a quanto sei protetto, quali sono i limiti della copertura, come funziona il sistema e quali accorgimenti devi adottare se possiedi conto deposito presso più banche. Dati reali, normativa e consigli concreti: tutto ciò che serve per dormire sonni tranquilli sapendo che i tuoi depositi sono tutelati dalla legge italiana.
Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi è un ente privato, costituito dalle banche italiane stesse, che opera dal 1987 con l'obiettivo di proteggere i depositi dei clienti in caso di crisi della banca. Non si tratta di un organo statale, ma di un'associazione volontaria di istituti di credito che hanno deciso di unirsi per tutelare reciprocamente gli interessi dei depositanti.
Il sistema nasce dalla consapevolezza che le crisi bancarie, seppur rare in economie stabili, possono verificarsi. Il FITD funge quindi da "airbag finanziario": quando una banca non è più in grado di restituire i depositi ai clienti, il Fondo interviene e rimborsa gli importi dovuti, fino al limite legale stabilito.
Il FITD opera secondo le direttive europee e la normativa italiana. In particolare:
Dal 3 luglio 2015, il limite di copertura FITD è stato armonizzato a livello europeo a €100.000 per depositante e per banca. Questo importo è stato confermato anche nel 2025-2026, rappresentando il "tetto" della protezione garantita.
Fonte autorevole: Banca d'Italia e Autorità di Vigilanza Europea (EBA) confermano che il limite di €100.000 rimarrà invariato anche per i prossimi esercizi, salvo variazioni normative straordinarie.
Il principio fondamentale è semplice: ogni depositante è coperto fino a €100.000 presso ciascuna banca. Questo significa che se possiedi €50.000 in conto corrente presso BancaX e €80.000 presso BancaY, sei completamente protetto in entrambi i casi, perché non superi il limite in nessuna delle due.
Se invece depositi €150.000 presso la stessa banca, solo €100.000 sono coperti dal FITD. I restanti €50.000 diventano credito chirografario verso l'istituto: in caso di fallimento, verrai rimborsato dopo i creditori privilegiati (ipotecari, del fisco, etc.), e l'importo recuperato potrebbe essere inferiore a quello depositato.
La copertura è calcolata per depositante (persona fisica, giuridica, etc.) e per banca. Questo aspetto è cruciale:
| Scenario | Copertura FITD | Importo coperto |
|---|---|---|
| €100.000 presso BancaA | Totale copertura | €100.000 |
| €150.000 presso BancaA | Parziale copertura | €100.000 (€50.000 scoperti) |
| €100.000 presso BancaA + €100.000 presso BancaB | Copertura completa | €200.000 totali |
| €100.000 in conto corrente + €100.000 in conto deposito presso BancaA | Un'unica copertura | €100.000 (si sommano) |
Nota bene: i depositi presso la stessa banca si sommano. Non importa se sono in conti diversi, con titolari diversi o su prodotti diversi (conto corrente, deposito a termine, libretto di risparmio): il limite di €100.000 è cumulativo per ogni banca.
Esiste un'importante eccezione al limite di €100.000. I depositi in custodia, gestione, amministrazione o che comunque sono identificabili come separati dal patrimonio della banca godono di una copertura superiore: fino a €500.000.
Concretamente, rientra in questa categoria:
La ragione è semplice: questi denari non appartengono alla banca dal punto di vista giuridico, ma sono in capo al cliente. Se il denaro è contabilizzato come deposito in conto corrente ordinario, rientra nel limite di €100.000, anche se rappresenta il corrispettivo di una transazione in titoli.
Attenzione: il fatto che tu abbia titoli in custodia non significa automaticamente che il denaro collegato sia coperto fino a €500.000. Verifica con la tua banca come sono contabilizzati i fondi. Se sono in "conto deposito titoli" separato, la copertura è maggiore. Se sono in "conto corrente ordinario", vale il limite di €100.000.
Una distinzione cruciale: i fondi comuni di investimento, gli ETF e i titoli stessi NON sono coperti dal FITD. La copertura riguarda solo i depositi di denaro.
Se hai investito €100.000 in un fondo comune presso la tua banca, il FITD non protegge questo importo. Il fondo è tuo, la banca lo custodisce (dunque è "separato"), ma se il valore scende a €80.000 a causa di perdite di mercato, non c'è rimborso da parte del Fondo. La copertura FITD interviene solo se la banca fallisce e non riesce a restituirti i tuoi investimenti.
Se un conto deposito è intestato a più persone (cointestato), la copertura FITD funziona diversamente. Ogni cointestatore è considerato un depositante separato e ha diritto a una protezione di €100.000 individuale.
Esempio pratico:
Tuttavia, il calcolo effettivo dipende da come il conto è stato aperto. Se il conto è aperto in parti uguali, ciascuno ha diritto al 50%. Se è aperto con quote diseguali, la quota di ciascuno è calcolata secondo i dati bancari. In caso di controversia, il FITD applica il principio della presunzione di parti uguali.
Secondo le normative europee, i depositi intestati a soggetti che agiscono in veste di fiduciari (ad esempio, amministratore di un trust, tutore, esecutore testamentario) beneficiano di una protezione separata di €100.000, distinta da quella personale del fiduciario.
Questo significa che se sei tutore legale di un minore e apri un conto a suo nome presso una banca, il minore ha diritto a €100.000 di copertura separatamente dalla tua copertura personale presso la medesima banca.
Le guide Moneyside hanno carattere educativo e informativo. Non costituiscono consulenza finanziaria, legale o fiscale ai sensi del D.Lgs. 58/1998 (TUF) e della Direttiva MiFID II. Verifica sempre le informazioni con fonti ufficiali o un professionista qualificato.