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Conto deposito e dichiarazione dei redditi: guida 2026

Come dichiarare il conto deposito nel 730 e modello Redditi: istruzioni pratiche

Il conto deposito rappresenta uno strumento di risparmio sempre più diffuso tra gli italiani, grazie ai tassi di interesse competitivi e alla semplicità gestionale. Tuttavia, molti correntisti rimangono incerti su come dichiarare correttamente i propri depositi nella dichiarazione dei redditi, generando dubbi legittimi su obblighi fiscali, compilazione del modello 730 e comunicazioni all'Agenzia delle Entrate.

Questa guida nasce dall'esperienza maturata in quindici anni nel settore della finanza personale e consumi per fornire al lettore italiano una risposta completa e pratica: comprenderai esattamente quali depositi vanno dichiarati, come inserirli nel 730 e nel modello Redditi, quali sono le scadenze, gli importi soglia e le conseguenze di una dichiarazione errata. Scoprirai inoltre come sfruttare al meglio le opportunità fiscali legate ai conti deposito, evitando sanzioni e sorprese dall'Agenzia delle Entrate.

Normativa e obbligo dichiarativo: il quadro legale

Cosa dice la legge sui conti deposito

L'obbligo di dichiarare il conto deposito nel modello 730 e nel modello Redditi (ex Unico) è disciplinato dal D.Lgs. 385/1993 (Testo Unico Bancario) e dalle disposizioni dell'Agenzia delle Entrate. In sintesi, tutti i redditi di capitale derivanti da interessi sui conti deposito devono essere dichiarati, indipendentemente dall'importo percepito.

Il fondamento normativo risiede anche nel D.Lgs. 58/1998 (TUF – Testo Unico della Finanza), che disciplina le comunicazioni che intermediari finanziari, banche incluse, devono fornire al fisco. La Banca d'Italia, quale autorità di vigilanza, garantisce che gli istituti di credito rispettino gli adempimenti informativi verso l'Agenzia delle Entrate.

Comunicazione automatica: Le banche comunicano all'Agenzia delle Entrate i dati relativi agli interessi lordi percepiti dai correntisti. Questo significa che il fisco ha già i tuoi dati molto prima che tu compili la dichiarazione dei redditi.

Chi deve dichiarare il conto deposito

L'obbligo dichiarativo sussiste per chiunque percepisca redditi di capitale da conti deposito, ma con alcune eccezioni importanti:

  • Soggetti residenti in Italia: obbligo pieno di dichiarazione nella dichiarazione annuale
  • Soggetti non residenti: possono usufruire di regimi particolari in base a convenzioni internazionali
  • Soggetti con redditi inferiori alla soglia minima: esentati dal presentare dichiarazione, ma solo se non hanno altri redditi imponibili
  • Contribuenti con depositi a carico di altri (genitori, tutori): rispettano regole specifiche sulla dichiarazione della riserva di proprietà

Redditi di capitale e tassazione degli interessi

Come sono tassati gli interessi del conto deposito

Gli interessi percepiti su un conto deposito costituiscono redditi di capitale (ex art. 44 del TUIR – D.P.R. 917/1986). Sono soggetti a:

  • Imposta sostitutiva del 26% (per i depositi tradizionali), trattenuta direttamente dalla banca al momento del versamento degli interessi
  • Imposta sostitutiva del 12.5% (per i buoni fruttiferi postali ordinari e alcuni strumenti assimilati)
  • Imposta sostitutiva del 20% (per i BOT, CCT e obbligazioni)

Nel 2025-2026, la tassazione rimane al 26% per i depositi bancari ordinari. La banca ha l'obbligo di trattenere l'imposta alla fonte, quindi l'importo accreditato sul tuo conto è già al netto.

Lordo e netto: Nella dichiarazione dei redditi, devi riportare sempre il reddito lordo (cioè l'importo prima della ritenuta d'imposta), non quello netto accreditato. La banca ti comunica entrambi.

Comunicazione della banca: gli estratti conto

Ogni anno la banca ti invia una certificazione con i dati fiscali relativi agli interessi percepiti. Questo documento riporta solitamente:

  • Importo lordo degli interessi maturati
  • Importo della ritenuta d'imposta trattenuta
  • Importo netto degli interessi accreditati
  • Riferimenti fiscali dell'istituto (codice ABI, rappresentante fiscale)

È fondamentale conservare questa certificazione prima di compilare il modello 730 o Redditi: i dati che inserisci devono corrispondere a quelli comunicati dalla banca all'Agenzia delle Entrate.

Compilazione del modello 730: sezione per sezione

Dove inserire il conto deposito nel 730

Il modello 730, utilizzato prevalentemente da lavoratori dipendenti e pensionati, contiene una sezione dedicata ai redditi di capitale. Per il conto deposito, devi completare:

  • Quadro D (Redditi di capitale e altri redditi): sezione dove vanno indicati gli interessi
  • Quadro RP (Riepilogo): dove si riportano i dati complessivi

Nel Quadro D troverai diverse righe. Per un conto deposito ordinario, devi compilare:

  1. Tipo reddito: scegli "Interessi da depositi e conti correnti" o equivalente
  2. Importo lordo degli interessi: riporta il dato comunicato dalla banca (prima della ritenuta)
  3. Ritenuta d'imposta: inserisci l'importo della ritenuta (normalmente il 26%)
  4. Irpef lordo:** il sistema calcola automaticamente le imposte dovute

Uso del software telematico: Se compili il 730 tramite CAF, commercialista o software online (Agenzia delle Entrate, Fisconline), questi strumenti compilano automaticamente molti campi. Verifica sempre che i dati siano coerenti con la comunicazione della banca.

Depositi cointestati: come dichiararli

Nel caso di conto deposito cointestato a più persone, la questione si complica. Normalmente, la banca comunica all'Agenzia delle Entrate il 50% degli interessi per ciascun titolare (oppure una diversa percentuale se così specificato nel contratto). Ogni titolare deve dichiarare la propria quota di interessi nel proprio modello 730.

Se invece il conto è formalmente intestato a una sola persona (ad esempio il genitore), ma di fatto usufruito da altri, è consigliabile verificare il rapporto legale sottostante, poiché potrebbero emergere questioni di donazioni o trasferimenti di proprietà.

Attenzione ai conti senza dichiarazione: Non dichiarare interessi comunque già comunicati al fisco è considerato omissione redditi e può esporre a sanzioni dal 90% al 180% dell'imposta evasa, più interessi di mora.

Compilazione del modello Redditi: procedura per autonomi e titolari di partita IVA

Struttura del modello Redditi e sezione redditi di capitale

Il modello Redditi (ex Modello Unico) è destinato a chi ha redditi di lavoro autonomo, d'impresa, o altre categorie oltre al lavoro dipendente. Per i conti deposito, le istruzioni sono simili al 730, ma articolate diversamente:

  • Quadro RD (Redditi di capitale): è qui che inserisci gli interessi del conto deposito
  • Sezione II-A (Redditi da capitale): sottosezione specifica per depositi bancari

A differenza del 730, il modello Redditi offre più flessibilità nella descrizione della fonte del reddito, utile se gestisci più depositi presso diverse banche.

Campi obbligatori e dati da inserire

Nel compilare il Quadro RD del modello Redditi, devi indicare:

Campo Descrizione Dato da inserire
Causale reddito Tipo di reddito di capitale Interessi conto deposito / Interesse su deposito bancario
Importo lordo Reddito prima della ritenuta Importo comunicato dalla banca
Ritenuta applicata Imposta trattenuta alla fonte 26% (o altra aliquota se applicabile)
Importo ritenuta Valore in euro della ritenuta Ricavato dalla certificazione bancaria
Paese estero Se il deposito è estero Da compilare solo per depositi esteri

Se possiedi depositi presso più banche, inserisci una riga per ciascun istituto, aggregando i dati per banca oppure per deposito singolo, secondo le istruzioni dell'Agenzia.

Scadenze fiscali e obblighi dichiarativi per il 2026

Calendario fiscale 2025-2026

Per la dichiarazione dei redditi dell'anno 2025 (presentata nel 2026), le scadenze sono:

  • 31 maggio 2026 (ore 24): termine ordinario per la presentazione del modello 730 tramite sostituto (datore di lavoro, pensione) o CAF
  • 30 giugno 2026 (ore 24): termine ordinario per la presentazione del modello Redditi (via Agenzia delle Entrate)
  • 31 ottobre 2026 (ore 24): termine per la compensazione di crediti tramite modello F24

Se stai utilizzando un commercialista o CAF, questi enti hanno generalmente scadenze leggermente anticipate per garantire la trasmissione telematica nei tempi previsti.

Proroga estiva: In caso di scadenze che cadono in giorni festivi, è prevista automaticamente una proroga al primo giorno lavorativo successivo. Verifica sempre il calendario della tua regione.

Comunicazione del conto deposito all'Agenzia delle Entrate

Oltre alla dichiarazione dei redditi, è importante segnalare se il conto deposito è stato aperto, modificato o chiuso durante l'anno presso un istituto estero. Se il deposito è italiano (situazione molto più comune), l'adempimento è automatico via RGS (Relazione di Gestione) dalla banca.

Nel caso di depositi presso banche estere (anche dell'UE), valgono regole differenti e più stringenti:

  • Obbligatorio compilare il Quadro RW del modello Redditi se il valore del deposito supera i € 10.000 in qualsiasi momento dell'anno
  • Compilazione della FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act) se il deposito è presso una banca americana o affiliata
  • Possibile obbligo di IVIE (Imposta sul Valore degli Immobili all'Estero), sebbene i depositi non siano immobili, ma applicabile a beni mobiliari esteri in specifiche categorie

Esempi pratici: tre scenari comuni

Scenario 1: Lavoratore dipendente con conto deposito singolo

Situazione: Mario, impiegato presso una multinazionale, ha un conto deposito presso Banca X con saldo medio di € 50.000. Nel 2025, ha percepito € 1.500 lordi di interessi.

Azioni:

  1. Riceve dalla banca la certificazione con importo lordo € 1.500 e ritenuta € 390 (26%)
  2. Accede al proprio 730 tramite CAF o telematico
  3. Compila il Quadro D, righe dedicate ai redditi di capitale, inserendo € 1.500
  4. Il sistema calcola automaticamente la tassazione; poiché la ritenuta (€ 390) è trattenuta, Mario riceve eventuale rimborso o paga ulteriore imposta se la sua aliquota marginale è superiore al 26%
  5. Presenta il 730 entro il 31 maggio 2026

Risultato: Nessuna complicazione. La ritenuta è definitiva per i redditi di capitale, quindi normalmente non ci sono sorprese.

Scenario 2: Coniugi con conto deposito cointestato

Situazione: Anna e Paolo sono coniugi e titolari paritari (50% ciascuno) di un conto deposito presso Banca Y con € 100.000. Interessi lordi totali nel 2025: € 2.000.

Azioni:

  1. La banca comunica € 1.000 per Anna e € 1.000 per Paolo all'Agenzia
  2. Anna dichiara € 1.000 nel proprio 730, ritenuta € 260
  3. Paolo dichiara € 1.000 nel proprio 730, ritenuta € 260
  4. Entrambi presentano entro il 31 maggio 2026

Risultato: Dichiarazioni separate, coerenti con la comunicazione della banca. Nessun rischio di contestazione.

Scenario 3: Professionista con più depositi e banca estera

Situazione: Giulia, consulente libera, ha tre conti deposito: due in Italia (Banca A e Banca B) per € 30.000 + € 20.000, e uno presso una banca svizzera per € 60.000. Interessi complessivi: € 2.200 (Italia) + € 900 (estero).

Azioni:

  1. Compila il modello Redditi (non il 730, essendo lavoratrice autonoma)
  2. Nel Quadro RD, inserisce tre righe: una per Banca A (€ XXX), una per Banca B (€ XXX), una per banca svizzera (€ 900)
  3. Poiché i depositi esteri superano € 10.000 complessivi, compila anche il Quadro RW con il valore del deposito presso la banca svizzera (€ 60.000)
  4. Se la banca svizzera non ha applicato automaticamente la ritenuta italiana (26%), Giulia deve contabilizzarla manualmente nel modello
  5. Verifica se la banca svizzera è aderente a accordi FATCA/CRS (Common Reporting Standard)
  6. Presenta il modello Redditi entro il 30 giugno 2026

Risultato: Dichiarazione più complessa, ma coerente con le normative internazionali. Giulia evita sanzioni rispettando tutti i quadri obbligatori.

Errori comuni e come evitarli

Errori più frequenti nella dichiarazione

In quindici anni di esperienza, ho riscontrato ricorrentemente questi sbagli:

  • Dichiarare l'importo netto anziché lordo: Molti inseriscono il saldo effettivamente accreditato (netto della ritenuta). Ricorda che il fisco vuole il lordo.
  • Non indicare la ritenuta: Omettere la ritenuta already trattenuta dalla banca significa sovra-tassarsi, perché il sistema calcola l'imposta sul lordo ma non riconosce quella già pagata.
  • Mancanza di coerenza con i dati della banca: Inserire importi diversi da quelli certificati dalla banca genera verifiche e cartelle esattoriali.
  • Confusione tra 730 e Redditi: Usando il modello sbagliato per la propria categoria di reddito. Il 730 è solo per dipendenti e pensionati; gli autonomi devono usare il Redditi.
  • Dimenticare depositi presso più banche: Dichiarare solo uno dei propri conti, mentre la banca non dichiarata comunica comunque i suoi dati al fisco, generando discrepanze.

Verifica incrociata: Prima di presentare la dichiarazione, confronta manualmente ogni dato inserito con la certificazione ricevuta dalla banca. Anche un errore di digitazione può creare problemi.

Controlli dell'Agenzia delle Entrate e conseguenze

L'Agenzia delle Entrate effettua controlli incrociati automatici comparando i dati dichiarati

Le guide Moneyside hanno carattere educativo e informativo. Non costituiscono consulenza finanziaria, legale o fiscale ai sensi del D.Lgs. 58/1998 (TUF) e della Direttiva MiFID II. Verifica sempre le informazioni con fonti ufficiali o un professionista qualificato.

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