Guida ai buoni fruttiferi postali di Cassa Depositi e Prestiti: tipologie, rendimenti 2026, tassazione al 12,5% e confronto con BTP
I Buoni Fruttiferi Postali rappresentano da decenni uno degli strumenti di investimento più diffusi tra gli italiani, grazie alla garanzia dello Stato e alla semplicità di gestione offerta da Poste Italiane. Nel 2026, in un contesto di tassi di interesse ancora elevati rispetto ai minimi degli anni precedenti, questi prodotti tornano ad attirare l'attenzione di risparmiatori conservatori e di chi cerca alternative sicure ai conti deposito tradizionali. Questa guida è pensata per aiutarti a capire come funzionano i buoni fruttiferi postali nel 2026, quali sono i rendimenti attuali, come viene calcolata la tassazione al 12,5%, e come confrontarli con altre opzioni come i BTP (Buoni del Tesoro Poliennali). Se sei un risparmiatore che vuole mettere al sicuro il proprio capitale mantenendo rendimenti interessanti, continua a leggere: troverai tutti i dati pratici e i consigli esperti per fare scelte consapevoli.
I Buoni Fruttiferi Postali (BFP) sono titoli di credito emessi da Cassa Depositi e Prestiti (CDP), una società per azioni controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, e distribuiti esclusivamente attraverso la rete di Poste Italiane. Si tratta di investimenti a reddito fisso, il che significa che al momento dell'acquisto conosci esattamente quanto guadagnerai alla scadenza.
Le caratteristiche fondamentali sono:
Chi emette i BFP? I Buoni Fruttiferi Postali sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., società che agisce come braccio finanziario dello Stato italiano. CDP è vigilata dalla Banca d'Italia secondo le disposizioni del TUB (D.Lgs. 385/1993) e rappresenta uno dei principali gestori di risparmio postale in Europa.
Cassa Depositi e Prestiti offre diverse tipologie di BFP, ognuna con caratteristiche specifiche adatte a esigenze diverse:
Nel 2025-2026, l'ambiente dei tassi di interesse rimane favorevole rispetto al decennio precedente. La Banca Centrale Europea (BCE) ha avviato un ciclo di tagli ai tassi, tuttavia i rendimenti dei buoni fruttiferi postali rimangono attrattivi grazie alla loro natura di investimento a reddito fisso in un contesto di mercato ancora stabile.
Sulla base dei dati forniti da Poste Italiane e dalle rilevazioni della Banca d'Italia relative al 2025:
| Tipologia di Buono | Scadenza | Rendimento annuo lordo stimato 2026 | Cedola semestraleapprossimativa |
|---|---|---|---|
| BFP Ordinario | 3 anni | 3,50% - 3,75% | 1,75% - 1,88% |
| BFP Ordinario | 5 anni | 3,75% - 4,00% | 1,88% - 2,00% |
| BFP a 6 anni | 6 anni | 4,00% - 4,25% | 2,00% - 2,13% |
| BFP a 10 anni | 10 anni | 4,25% - 4,50% | 2,13% - 2,25% |
| BFP Crescente | 10 anni | 4,50% - 4,75% (medio) | Variabile |
Attenzione ai tassi dichiarati: i dati sopra riportati sono stime basate sulla situazione di mercato di inizio 2025. I tassi reali disponibili presso Poste Italiane possono variare settimanalmente in base alle condizioni di mercato e alle decisioni di CDP. Verifica sempre i tassi attuali presso l'ufficio postale o il sito ufficiale poste.it prima di sottoscrivere.
I rendimenti dei Buoni Fruttiferi Postali nel 2026 dipendono da:
Uno dei grandi vantaggi dei Buoni Fruttiferi Postali è la tassazione agevolata al 12,5% applicata sotto forma di imposta sostitutiva. Questa aliquota è molto inferiore all'aliquota ordinaria dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), che può raggiungere il 43% nei scaglioni superiori.
L'imposta sostitutiva del 12,5% si applica a:
Vantaggio fiscale concreto: su un investimento di 10.000 euro in BFP a 5 anni con rendimento del 3,85%, guadagnerai circa 1.925 euro lordi. Con l'imposta sostitutiva al 12,5%, pagherai 241 euro di tasse, per un guadagno netto di 1.684 euro. Nello stesso scenario con IRPEF al 43%, pagheresti 828 euro di tasse: il risparmio fiscale è di 587 euro.
L'imposta sostitutiva viene trattenuta direttamente da Poste Italiane/CDP al momento del pagamento della cedola o del rimborso finale. Non devi presentare alcuna dichiarazione aggiuntiva nel modello 730 o nella dichiarazione dei redditi.
Formula di calcolo:
Imposta dovuta = (Interessi lordi annuali) × 12,5%
Esempio concreto:
Normativa vigente: l'imposta sostitutiva sui Buoni Fruttiferi Postali è disciplinata dall'art. 6, comma 2-bis, del D.Lgs. 461/1997, così come modificato dalla legge finanziaria 2007. Rientra nella categoria dei titoli di Stato italiani e godono di un regime fiscale privilegiato rispetto ai normali redditi finanziari.
Esistono alcune situazioni in cui l'imposta sostitutiva potrebbe non applicarsi o potrebbe applicarsi in forma ridotta:
Un dubbio frequente tra i risparmiatori è se conviene investire in Buoni Fruttiferi Postali oppure in BTP (Buoni del Tesoro Poliennali). Entrambi sono titoli a reddito fisso emessi o garantiti dallo Stato italiano, ma presentano differenze significative.
| Aspetto | Buoni Fruttiferi Postali | BTP |
|---|---|---|
| Emittente | Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. | Ministero dell'Economia e Finanze (MEF) |
| Garanzia | Implicita (società controllata dallo Stato) | Diretta dello Stato italiano |
| Scadenze disponibili | 3, 5, 6, 10 anni | 2, 3, 5, 7, 10, 15, 30 anni |
| Importo minimo | 100 euro | 1.000 euro (solitamente) |
| Tassazione | 12,5% (imposta sostitutiva) | 12,5% (imposta sostitutiva) |
| Liquidità | Difficile se rinunci alla scadenza; possibile vendita al valore precedente | Elevata: mercato secondario liquido |
| Cedola | Fissa (generalmente semestrale) | Fissa o variabile (scadenza annuale) |
| Negoziabilità | Su circuiti limitati, con spread elevati | Su Borsa Italiana e mercato OTC |
| Distribuzione | Solo presso Poste Italiane | Banche, broker online, mercato aperto |
Nel 2026, i rendimenti lordi medi sono:
Come vedi, i rendimenti sono molto simili. Tuttavia, per i BTP a scadenza lunga, la volatilità può penalizzare chi vende prima della naturale scadenza.
Scegli i Buoni Fruttiferi Postali se: vuoi semplicità gestionale, non vuoi monitare quotidianamente il valore del titolo, intendi tenere l'investimento fino a scadenza, cerchi un importo minimo basso (da 100 euro), e desideri la massima trasparenza su cedole e rimborso finale.
Scegli i BTP se: desideri maggiore liquidità (mercato secondario ampio), potrebbe servire liquidità prima della scadenza e vuoi potenzialmente sfruttare apprezzamenti di prezzo, preferisci gestire l'investimento tramite una piattaforma bancaria, necessiti di importi superiori a 1.000 euro, oppure cerchi scadenze più lunghe (oltre 10 anni).
L'acquisto di Buoni Fruttiferi Postali è un processo semplice e alla portata di tutti. Ecco i passaggi concreti:
Per sottoscrivere un Buono Fruttifero Postale, avrai bisogno di:
Poste Italiane ha progressivamente sviluppato canali online per la sottoscrizione dei BFP. Dal 2025, tramite l'app PosteMobile e il sito poste.it, è possibile:
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